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Cos'è
il video digitale?
Sicuramente
ciò di cui stiamo trattando ha a che fare con un
nuovo modo di pensare e concepire le immagini in movimento.
Immagini che sgorgano dal flusso continuo e indeterminato
del non-visibile, percepite solo attraverso un ritardo congenito
al nostro "guardare", uno scarto della visione
che modella figure in filigrana, le anima in tempo differito.
Ma
cerchiamo di mettere in pausa, brevemente, alcune caratteristiche
tecniche fondamentali dell'universo video.
La
tipologia di video si distingue in base al
supporto e alla codifica, per cui abbiamo:
- Video
analogico - ha una codifica simile (analoga) alla realtà
stessa, si basa su un segnale di tipo continuo, cioè
senza soluzione di continuità. E' memorizzato su
supporto magnetico (nastro videocassette).
- Video
digitale - ha una codifica di tipo discreto (segnale non
continuo). E' memorizzato su supporti magnetici (hard
disk) o ottici (CD-Rom e DVD-Rom). Ogni informazione è
tradotta in una serie di numeri 0-1 (bit) combinati senza
un effettivo "referente reale". Ogni punto di
una immagine ha un suo specifico colore e solo quello
(le sfumature di colore sono solo simulate attraverso
la dimensione estremamente piccola e ravvicinata dei pixel
che formano l'immagine).
Formati
analogici - La composizione delle immagini e dei
colori sullo schermo ha determinato nel mondo della televisione
una serie di standard diversi e quindi delle imcompatibilità
tra i diversi segnali (una videocassetta registrata in formato
PAL non viene riprodotta correttamente da una macchina NTSC
e viceversa, ma è possibile risolvere il problema
utilizzando VCR multistandard, in grado di leggere più
formati). Pertanto è utile conoscere alcuni parametri
fondamentali:
- Il
Frame-rate, ossia il n° di quadri (fotogrammi)
trasmessi in un secondo (espresso in fps), più
è alto maggiore è la fluidità dell'immagine.
Lo standard televisivo italiano va a 25 fps, quello cinematografico
a 24 fps. Per il video digitale la velocità di
riproduzione dipende dal supporto su cui vogliamo distribuire
il lavoro e dalla compressione usata; per il Desktop Video
sono necessari 25 fps, mentre per i filmati multimediali
ne bastano 15.
- La
risoluzione: ogni immagine su uno schermo tv è
composta da una serie di linee orizzontali; maggiore è
il numero di linee, migliore è la risoluzione (la
definizione, il grado di dettaglio). Lo standard NTSC
ha 525 linee, gli standard PAL e SECAM hanno
625 linee. Il monitor di un PC è caratterizzato
da una matrice di punti (pixel) invece che di linee. La
risoluzione delle immagini/filmato è espressa con
due valori, uno orizzontale e uno verticale (es. 800x600
pixel). La risoluzione NTSC sul PC equivale a 704x480
pixel; la risoluzione PAL a 704x576 pixel.
Quindi
abbiamo i seguenti standard:
- NTSC
(National Television System Committee). Lo standard televisivo
americano che prevede la generazione di un quadro composto
da 525 righe che viene trasmesso 30 volte al secondo.
Viene utilizzato negli USA, in Giappone, in Canada, nell'America
Centrale e in circa metà dell'America Latina.
- PAL
(Phase Alternation Line). Uno standard europeo per la
trasmissione televisiva che consiste nel trasmettere un
segnale analogico che rappresenta 625 linee sullo schermo
alla velocità di 25 fotogrammi interlacciati al secondo
(nella prima passata le righe dispari e nella seconda
le righe pari) cioè 50 mezzi quadri (fotogrammi) al secondo.
La trasmissione del colore è accurata e non richiede la
presenza sul televisore di una regolazione delle tinte.
La tecnica PAL è nata in Gran Bretagna nel 1961 ed è stata
adottata anche in Italia.
- SECAM
(Sequential Couleur Avec Memoire). e' usato in Francia,
Russia e nell' est Europa. Possiede 625 linee a 25 fps,le
stesse caratteristiche del PAL, ma codifica le informazioni
video in maniera differente.
Formati
digitali e compressione - Esistono varie classi
di qualita' per il video digitale, che dipendono da risoluzione,
transfer rate, livello di compressione, ecc... assumiamo
quindi i seguenti come gli standard principali:
- Qualita'
Multimedia: 12/15/25 fps , di solito inferiore
ai 320x240 n.i. (non interpolati ), dai 256 colori al
True Color, compressione 1:20/1:120 con codec che non
necessitano di hardware dedicato.
- Qualita'
Studio: full frame (25 fps/50 semiquadri ), mezzo
PAL (368x280) non interpolati , True Color, compressione
1: 8/1:20.
- Qualita'
Broadcast: full frame (25 fps, 50 semiquadri),
pieno PAL (768x576) non interpolati, True Color, compressione
1:2,5/1:8 (1:5 qualita' DV).
Per
avere un pò più di chiarezza sui termini usati:
- Multimedia
Publishing: compete quella fetta di autori che elaborano
filmati, animazioni ed immagini per confezionare software
multimediale da distribuire su CD-Rom o su altri supporti
multimediali.
- Web
Publishing: è la fascia di autori che si occupano
della pubblicazione di documenti su Internet e che sempre
piu' spesso gestiscono il video on line.
- Desktop
Video: termine comunemente usato per indicare l'elaborazione
digitale dei filmati al fine di ottenere materiale in
qualita' studio o broadcast da riversare su un supporto
video o da utilizzare su media quali la televisione.
Il
problema dei formati e delle compressioni e strettamente
connesso al video digitale: l'ingombro di memoria (1 sec=
20/30 Mb a piena risoluzione PAL) e l'enorme quantità
di dati che una sequenza audio-video deve gestire, sarebbero
impensabili senza un formato che ordinasse le informazioni
e un codec che le comprimesse. La compressione audio-video
avviene per mezzo di algoritmi (metodi) chiamati CODEC.
In base ai diversi codec nascono differenti formati di file,
i più comuni sono i seguenti:
- formato
.AVI - (Audio Video Interlaced) Formato annesso
al pacchetto Microsoft Video for Windows, il primo che
ha introdotto le funzionalità necessarie per il
trattamento del video su PC. Supporta moltissimi codec
di compressione, quali SuperMac Cinepak, MS
Video 1, MS RLE, Intel Indeo, M-Jpeg
tra i più noti. E' ideale per filmati destinati
ad essere riversati su videocassetta (garantisce immagini
di buona qualità, ma con molta occupazione di memoria),
poco adatto per i CD-Rom, sconsigliato per Internet. La
compatibilità con tutti i software per l'editing
non lineare, oltre alla quantità e la versatilità
dei codec supportati, lo rendono perfetto per il video
digitale.
- formato
.MOV - E' in realtà il formato Quick Time
Standard per Apple (su ambiente Mac) poi diffuso anche
per Windows (su PC). Esso integra tipi di dati, come audio
video e animazioni, in modo dinamico, su base temporale,
nelle applicazioni dedicate considerandole come "movies".
Tale formato è ottimo per prodotti multimediali
(CD-Rom, video interattivi), ma anche per Internet.
- formato
.MPG / MP2 - Formato standard internazionale che
si avvale dell'algoritmo di compressione MPEG (Moving
Picture Experts Group). La qualità video è
decisamente buona se teniamo presente l'eccezionale rapporto
di compressione (fino a 200:1). A causa del suo carattere
asimmetrico (compressione che avviene in un tempo decisamente
maggiore della riproduzione) e della sua struttura interna
(ridondanza spaziale, encoding incrementale), che impedisce
l'elaborazione frame-by-frame e quindi l'editing non lineare,
questo formato risulta ottimo per il Multimedia publishing
ma poco utilizzabile per il Desktop video. Esistono diverse
versioni con qualità crescente: MPEG1, MPEG2, MPEG4.
L'MPEG1 è in realtà uno standard implementabile
con una infinità di combinazioni e quindi compromessi
tra qualità e bit rate: la sua nascita è
legata ad una di queste implementazioni, il formato VCD
(video CD), dalle cui ceneri è sorto il formato
DVD, che altro non è che l'MPEG2 con dei limiti
ben formalizzati e l'aggiunta di audio AC3 o DTS. L'MPEG2
presenta una migliore qualità ed è particolarmente
adatto a produzioni di tipo broadcast (pieni NTSC e PAL
da 4 a 8 MB).
- formato
.RM / RAM - (RealMedia Audio/Video) Concepito
inizialmente per l'audio in rete, questo formato è
diventato ormai standard per lo streaming audio/video,
un vero e proprio pacchetto per la creazione e la distribuzione
del multimedia sul web. In rapporto alla compressione
ottenuta (10:1) la qualità audio è decisamente
eccezionale (16bit, 44Khz, Stereo); per quanto riguarda
il video esistono dei limiti connessi alla capacità
dei sistemi che si adottano. La qualità e la fluidità
del video dipenderanno dalla macchina di riproduzione,
dai settaggi di compilazione, dal soggetto del filmato
e soprattutto dalla velocità della linea: un modem
a 33.6kbps difficilmente raggiungerà uno streaming
maggiore di un fotogramma al secondo, mentre una connessione
ISDN dovrebbe permetterci maggiore fluidità e qualità
dell'immagine.
- formato
.ASF - (Active Streaming Format) La Microsoft
ha recentemente realizzato e distribuito un pacchetto,
il Microsoft NetShow, che consente di catturare, editare,
convertire e riprodurre filmati, slideshow e file audio
attraverso codec audio/video molto performanti. Il concetto
base è quello di VfW: il formato AVI è il
contenitore dei dati sensibilmente diminuiti da compressori
audio e video; il formato ASF si basa sul medesimo concetto
arricchito dalla capacità di streaming on-line
che il formato AVI non possiede. Nato fondamentalmente
per il web questo formato consente di ottenere buoni rapporti
qualità/dimensione per una riproduzione off-line
(oltre che in streaming).
- formato
.WMV - (Windows Media Video) Recente formato,
leggibile solo con Windows Media Player7 della Microsoft,
che dovrebbe garantire una maggiore qualità rispetto
al formato MPEG a parità di Mb occupati. Particolarmente
adatto per il Multimedia publishing e il Web publishing.
- formato
.FLM - (Adobe Filmstrip) E' un formato proprietario
della Adobe che raccoglie in un unico file grafico tutti
i fotogrammi della sequenza compilata. Le dimensioni dei
file sono proibitive e la riproduzione a video è
estremamente lenta. Risulta quindi inutilizzabile in plyback,
ma utilissimo in fase di montaggio per tecniche di fotoritocco
frame-by-frame, quale il rotoscoping (tecnica che
consente di "srotolare la pellicola", come nel
montaggio cinematografico, e lavorare sui singoli riquadri).
Il
Video editing o montaggio video - La realizzazione
di un filmato in video (ma ciò vale anche per qualsiasi
altro supporto) comprende tutta una serie di operazioni
che possono essere così sintetizzate:
- Ideazione,
progettazione e pianificazione
- Riprese
e regia
- Montaggio,
cioè rielaborazione del materiale video
- Distribuzione
e visualizzazione
La
fase di editing (montaggio) e' quella che si occupa della
composizione di tutti i filmati che abbiamo catturato. Comprende
quindi:
-
il taglio e l'assemblaggio dei clip (l'affiancamento coerente
di singole sequenze)
- l'inserimento
di effetti di transizione
- il
ritocco grafico delle immagini con effetti speciali (filtri,
morphing, bluescreen, ecc.)
- la
sincronizzazione del sonoro e il ritocco audio (doppiaggio,
effetti sonori, ecc.)
- l'eventuale
inserimento di immagini fisse
- l'aggiunta
di titoli e sottotitoli
In
generale dunque la fase dell'editing si occupa di tutto
ciò che riguarda l'elaborazione digitale del video,
il quale, alla fine, verra' compilato in un unico file.
E' naturale che il montaggio richieda, in aggiunta alle
tecniche legate al software, anche il buon gusto dell'autore.
Il computer e il software, infatti, ci verranno in aiuto
per realizzare le nostre idee e/o le nostre immagini-sogno,
ma sarà infine l'autore a decidere come strutturare
il proprio "racconto per immagini" e quindi operare
le scelte necessarie per renderlo più chiaro, diretto
e performativo.
Per
informazioni più specifiche sull'argomento rimando
alla pagina dei Link,
oppure a questi due siti italiani che ritengo essere abbastanza
completi e soprattutto utili:
Digital
Video
Appunti
sul Digital Video

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