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Net TV

Qualcosa di nuovo si sta muovendo nella rete? In realtà l'idea e la possibilità di portare la televisione nel web non è del tutto nuova. La tecnologia Intercast messa a punto da Intel per trasmettere contenuti video via Internet risale infatti a qualche anno fa, ma in confronto ai suoi esordi, chi vuol fare televisione on-line può finalmente fare affidamento su una infrastruttura in grado di rendere l'esperienza del video sul web meno frustrante di quella che è stata fino a oggi. Con l'arrivo della nuova tecnologia ADSL e il rafforzamento delle connessioni via cavo e via satellite, la televisione on-line probabilmente diventerà una valida alternativa alla programmazione tradizionale, a condizione però che i contenuti vengano realizzati per essere fruiti sulla rete, cioè che non siano una trasposizione di quello che viene trasmesso normalmente in TV.

Fino ad oggi i limiti di banda dei collegamenti hanno infatti costretto a ridurre le dimensioni del video a un formato poco più grande di un francobollo e dai movimenti poco fluidi: per un comune viaggiatore del cyberspazio dotato di un modem a 28.8 (o i più fortunati a 56.6), le immagini animate inviate sul web - nelle due modalità tecnicamente possibili di trasmissione a pacchetto (package delivery: che corrisponde a "scaricare" un file e poi a vederlo) o di videostreaming (trasmissione a flusso continuo di audio e video: che invece equivale a vedere un filmato mentre questo viene scaricato sul PC attraverso Internet) - appaiono obiettivamente brutte, piccole, sgranate e poco definite. Eppure, complice lo "streaming" e la prospettiva di nuove tecnologie di trasmissione, il web si sta trasformando nel più grande network televisivo di tutti i tempi. Infatti il video su Internet non è mai stato così interessante e, nel corso dell'ultimo anno, c'è stata una vera esplosione di contenuti video on-line. Concerti rock dal vivo, interviste a personaggi famosi, anteprime di film, cortometraggi e canali di intrattenimento. Nello stesso tempo sempre più aziende sfruttano la trasmissione diretta del video per l'aggiornamento e l'assunzione del personale, per le vendite e il lancio di nuovi prodotti o anche per conferenze stampa.

E i profeti della new economy non hanno dubbi: La televisione del futuro sarà trasmessa "dentro" la rete, e questa "rivoluzione" stravolgerà completamente non solo l'industria di Internet, ma l'intera compagine della società coinvolte nella produzione e fornitura di contenuti, siano esse case di produzione hollywoodiane o emittenti televisive.

La risposta dei colossi d'oltreoceano è altrettanto decisa: quasi tutti in America, da Disney a Dreamworks, da 20th Century Fox a Sony e Time-Warner, solo per citare i nomi più famosi, si sono fatti quattro conti e hanno deciso di investire pesantemente in questa direzione, guardando alla rete come a un affare serio ed inviando squadre illuminate di web-serfers a sondare i territori della Net-Tv.

Ma vediamo alcuni dati: Secondo l'istituto di analisi Gartner Group, nel 2001 il 50% dei siti web a livello globale offrirà servizi di Net-Tv. A conferma di queste previsioni, possono esserci d'aiuto anche le rilevazioni fornite dalla compagnia Digital Broadcast & Programming - Webcast Track (DBP) di San Diego in California. Secondo DBP, nel corso del 1999 sono stati distribuiti in videostreaming attraverso Internet qualcosa come 225 milioni di filmati, equivalente a circa 19 milioni di flussi al mese. Per la fine del 2000 la compagnia DBP prevede che la media mensile passi a circa 29 milioni di filmati al mese, portando così il computo complessivo di quest'anno a quota 349 milioni di videostream, pari ad una crescita su base annua del 54,73% rispetto al 1999. Guardando queste cifre, il videostreaming e la Net-Tv sembrerebbero quindi destinati a un sicuro successo. Non c'è dunque da stupirsi che negli ultimi mesi si siano sviluppate una miriade di compagnie che stanno cercando di offrire soluzioni tecnologiche per la Net-Tv, destinate sia agli utenti finali che alle aziende che offrono in rete questi servizi (dai Players per la visualizzazione alle reti e connessioni, ai metodi di trasmissione e hosting offerti dalle società addette, argomenti questi che tratteremo singolarmente più avanti).

Intanto vediamo cosa è la Net-tv e come si muove. Da una parte abbiamo le emittenti televisive che vedono nella Rete lo strumento per fidelizzare i propri utenti e quindi contenere l'emorragia di telespettatori scontenti che preferiscono il Web alla Tv. Dall'altra parte abbiamo i navigatori abituati al video che hanno la possibilità di vedere le trasmissioni preferite anche on-line. La Net-Tv sta quindi diventando un grosso network indipendente, che permette di vedere centinaia di canali provenienti da tutto il mondo. E che permette di accedere ai contenuti televisivi non solo in modalità "Live", cioè nel momento in cui vengono trasmessi, ma anche "On demand", ovvero quando lo si desidera. In pratica è possibile vedere un telegiornale nel momento in cui viene mandato in onda oppure in un secondo momento, selezionandolo in un elenco di contenuti già trasmessi. Come il caso della CNN (www.cnn.com), che nel suo sito ha realizzato un'apposita sezione, VideoSelect, dove gli utenti possono scegliere di vedere una serie di contributi video presi dalla programmazione televisiva e adattati al Web. In questo sito, come in altri siti analoghi, è possibile selezionare il formato video più adatto al tipo di connessione posseduta: chi già possiede connessioni veloci via Adsl o fibra ottica avrà un risultato quasi equivalente a quello offerto dalla Tv che abbiamo in salotto, gli altri dovranno accontentarsi del "francobollo". Il più grande portale dedicato alle televisioni è senza dubbio World Wide Internet Tv (http://wwit.com), che permette di collegarsi a oltre duecentosettanta emittenti televisive suddivise per il paese di provenienza. Per ogni nazione compare un elenco dettagliato delle emittenti, con una spiegazione del tipo di programmazione, e il tipo di software necessario per vedere i contributi video (per lo più Real Player e Microsoft Media Player). L'alternativa a WWIT è Broadcast (www.broadcast.com) integrato all'interno del portale Yahoo!. In questo sito tutti i contenuti televisivi delle diverse emittenti sono stati organizzati per aree tematiche: business e finanza, salute e fitness, sport, turismo, ecc. Se invece non si vuole passare per questi portali, si può digitare uno dei tanti indirizzi delle televisioni presenti sul Web: dall'austera BBC (www.bbc.com) a emittenti nazionali come France 3 (www.france3.com), a quelle di terre lontane come Tv One New Zealand (www.nzoom.co.nz), a quelle tematiche come TV Book (www.tvbook.com). Il caso italiano più interessante è quello di Rai News 24 che da quasi un anno trasmette in simulcast anche sul web all'indirizzo www.rainews24.rai.it. Il canale tematico digitale via satellite della Rai dedicato alle notizie è così accessibile da tutti gli utenti della Rete, senza bisogno dell'apposito decoder. Ma il Web offre anche una serie di emittenti televisive nate esclusivamente per la trasmissione on-line. Queste hanno il vantaggio di avere una programmazione televisiva pensata e realizzata per il web, con trasmissioni più brevi e interattive, ma anche utilizzando un formato televisivo e una tipologia di riprese adatte a questo particolare mezzo di comunicazione. Visitando Pseudo (www.pseudo.com), CanalWeb (www.canalweb.com), Protein Tv (www.proteintv.com), oppure l'italiana XTV WebChannel (www.xtvwebchannel.it), si può sperimentare la differenza tra la Tv tradizionale e quella on-line.

 

 

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